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Etichettatura  europea degli pneumatici 

Dal 1 ° novembre 2012 è diventato operativo il regolamento CE 1222-2009 ( e successive modificazioni con regg. UE228/2011 e UE1235/2011) inerenti l’etichettatura degli pneumatici. La finalità di questa normativa è ordinare una legge quadro che ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza e l’efficienza ambientale ed economica dei trasporti su strada, promuovendo l’uso di pneumatici più sicuri, che siano più silenziosi e riducano il consumo di carburante.

A partire da tale data, tutti gli pneumatici prodotti dopo il 1 Luglio 2012 devono essere venduti con un’etichetta adesiva che ne attesti le caratteristiche in termini di “consumo di carburante”, sicurezza relativa “all’aderenza sul bagnato” e alla “rumorosità”. L’etichetta è obbligatoria per tutti gli pneumatici che equipaggiano i veicoli delle classi C1¹, C2¹ e C3¹. (¹  v. Regolamento CE COM2008_0316).

Per gli pneumatici prodotti prima del 1 luglio 2012 , non sussiste tale obbligo; questo significa che per un certo periodo di tempo, si potranno trovare nei negozi pneumatici con le etichette ed altri senza, così da dare il tempo necessario ai produttori/rivenditori di ridurre gli stock di magazzino. I distributori di pneumatici (es. rivenditori, officine ecc) hanno l’obbligo di rendere disponibili tali informazioni presso il punto vendita esponendo le etichette o il materiale tecnico promozionale in posizione ben visibile.

Conoscendo tali elementi di giudizio, quali possono essere i vantaggi per il consumatore?

L’etichetta fornisce all’acquirente alcuni parametri di base che sono utili ad eseguire una prima valutazione delle caratteristiche di performance del prodotto che sta per acquistare.

Chiaramente l’etichetta non può essere considerata un marchio di qualità dal momento che non riporta tutti i criteri valutativi delle prestazioni dello pneumatico, però è in grado di fornire degli elementi per farsi una opinione della convenienza o meno di uno pneumatico rispetto ad uno similare.

Dicevamo, l’etichetta non è considerabile come un marchio di qualità visto che non vengono presi in considerazione criteri di giudizio altrettanto importanti come la durata chilometrica, la tenuta di strada in curva o l’aderenza su strada asciutta. Questi fattori non sono inclusi nel sistema di etichettatura poiché alla data odierna (12/2013) non è stata ancora definita la standardizzazione dei rispettivi metodi di prova.

Come è realizzata l’etichettatura europea degli pneumatici e come si legge.

Per fare una comparazione esemplificativa, l’etichetta è assimilabile a quelle applicate sugli elettrodomestici.

Illustriamo in dettaglio il metodo usato da questo sistema di valutazione. L’etichetta si compone di tre riquadri, nei due più grandi è raffigurata una scala alfabetica con sette livelli di efficacia che vanno dalla lettera (A) alla lettera (G); dove il valore (A) equivale alla migliore prestazione dello pneumatico e il valore (G) equivale al risultato peggiore.

 

Nel riquadro di sinistra, il pittogramma (pneumatico e colonnina di rifornimento) indica la resistenza al rotolamento dello pneumatico, al valore (A) corrisponde uno pneumatico che ha la migliore scorrevolezza e quindi un minor consumo di carburante, mentre al valore (G) corrisponde uno pneumatico con peggiore scorrevolezza; la relativa classificazione sarà indice di minore o maggiore consumo di carburante.

Ad esempio, scegliendo degli pneumatici che generano resistenza al rotolamento (classificazione A) rispetto ad un prodotto meno performante (classificazione G), si può arrivare ad ottenere un risparmio sul consumo di carburante oscillante tra il 7,5% e il 9 %.

É stato calcolato in sede di test (Regolamento (CE) 1222/2009, modificato dal regolamento (UE) n°1235/2011) che con una automobile di media grandezza e per una percorrenza di 25.000 km/anno (10.000 su percorsi urbani e 15.000 interurbano), è possibile realizzare risparmi sul costo del carburante tra i €170 e €230 all’anno. Posto che i pneumatici più performanti saranno più costosi (mediamente €240 – €320 per 4 pneumatici), con il secondo anno di utilizzo si avrà un guadagno complessivo netto oscillante tra €100 e €140.

 

Nel riquadro di destra, il pittogramma (pneumatico e gocce di acqua) indica la capacità di aderenza sul bagnato dello pneumatico, al valore (A) corrisponde uno pneumatico che ha la migliore prestazione di grip sul bagnato; al valore (G) corrisponde uno pneumatico con peggiore prestazione di aderenza sul bagnato; la relativa classificazione sarà indice di minore o maggiore spazio di frenata sul bagnato. È stato rilevato in sede di test (Regolamento (CE) 1222/2009, modificato dal regolamento (UE) n°1235/2011) che in caso di frenata di emergenza, tra uno pneumatico (classificazione A)  ed uno (classificazione G), lo spazio di frenata aumenta fino a ca. 18 metri ossia l’equivalente di quattro auto di media dimensione.

 

Nel riquadro in basso, il pittogramma (pneumatico con onde sonore) indica la rumorosità esterna dello pneumatico. L’indice di rumorosità è raffigurato con tre onde sonore colorate in nero mentre il valore numerico indica quanti decibel (dB) raggiunge la rumorosità dello pneumatico. Chiaramente uno pneumatico meno rumoroso avrà  una sola onda sonora colorata in nero e un valore in dB più basso, diversamente uno pneumatico più rumoroso avrà tutte le tre onde sonore colorate in nero ed il valore in dB più alto.